Spiedini di Seppioline ripiene

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Volevo farmi un’insalatina di mare per pranzo a Capodanno… pulisco il pesce…e …e…. lo lesso?!?! Mamma mia che tristezza! Niente insalatina di mare! Cambio idea!

Seppie ripiene! Che bontà! Ma ho solo le seppioline 😦 quindi …decido di tentare un esperimento! Un esperimento che mi ha portato via tutta la mattinata..ma siamo in ferie…si può fare! Più o meno! Giuro che riempire una ad una le seppioline, e non …. un po’ di seppioline, ma taaaaaaante seppioline, un KG di seppioline, è quantomeno…. terapeutico! Si perchè a un certo punti ti dimentichi proprio del mondo fuori, e ti perdi in questo vortice di apriseppiolina/riempiseppiolina con gesti automatici tendenti all’infinito chea un certo punto non puoi fare a meno di sentirti una seppiolina e cominci a cantare in fondo al maaaaaar!!!!!!

Quando poi passa l’effetto allucinogeno del “riempimento seppioline” seriale….. si puo’ anche pensare di cuocerle e poi godersele con un buon bicchiere di bianco! Perchè vi giuro che ne vale la pena! Tutta la fatica sarà ripagata! E qui evito di dirvi quante seppioline mi sono fatta fuori in una giornata….. tutt…. si insomma…evito! :)!

Comuqnue, adesso facciamo le persone serie e trattiamo queste seppioline come meritano! Da seppioline serie!

Quindi…. lavate accuratamente le seppioline serie, se siete furbi fate come me e comprate quelle già pulite, sciaquatele sotto acqua fredda e asciugatele bene con della carta assorbente o un canovaccio.

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Preparate l’impasto:

Mollica di pane bagnata, abbondante prezzemolo, uno spicchio di aglio, sale, pepe e peperoncino. Un uovo, una noce di burro, noce moscata, parmigiano reggiano grattugiato, e un’acciuga! Mixate tutto insieme appassionatamente. Ora aggiustate l’impasto con del pan grattato. Io ho usato il pan grattato grossolano, quello dei grissini, il mio preferito. Abbondate di pan grattato fino ad ottenere una consistenza piuttosto compatta. Aiutatevi con due cucchiaini a formare delle piccole quenelle, e riempite la seppiolina.

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Io ho usato una pirofila di vetro. Abbondante olio e uno scalogno, e ho comicniato a posizionare le seppioline una sopra l’altra stile millefoglie. Ho spolverato con pan grattato e parmigiano reggiano ogni strato e ho salato e pepato. Prima di informare ho abbondato di olio extra vergine dio oliva. In forno ventilato, per 25 min ca, a 180°

Schermata 2013-01-04 a 11.34.26Se non sverrete prima inebriati dal profumino che proviene dal vostro forno, potrete divertirvi con l’impiattamento. Io ho usato degli spiedini, e i cucchiai da aperitivo…. Favolosi in entrambi i casi. Gli spiedini sono un po’ più classici ed eleganti, magari per una cena importante…ma vi giuro che al cucchiaio, con i loro sughetto (che purtroppo negli spiedini si perde), e accompagnati da una bruschetta di pane grigliato e agliato….. una libidine!!!!

Li ho serviti con una squisita salsa Citronette: 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 2 cucchiai di succo di limone, sale e pepe ed ecco pronta la Citronette! Ho accompagnato il tutto con una bella insalata di radicchio e spinacini con sedano e pinoli. Immancabile una buona bottiglia di Muller Turgau.

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Bento Box 弁当 – Dal Giappone, le monoporzioni “alla moda” per il pranzo fuori casa

Se pensavate che l’ ”Happy Meal” fosse l’ultimo grido del take away per far felici i vostri bambini, con del cibo che si accontenterebbe chiunque, ma dai valori nutrizionali piuttosto erm… discutibili…  Mamme, dovrete cambiare idea! Arrivano dal Giappone, sono belle, colorate, simpatiche, profumate e chipiùnehaepiùnemetta, ma soprattutto fanno bene ai vostri bimbi, e perché no, anche a voi.

Le Bento Box, letteralmente “scatoline convenienti”, sono una vera e propria disciplina nipponica, dilagata dapprima in Asia,  per poi approdare, anche se lentamente, a fatica, nello zainetto di qualche bambino Europeo.

Bento = Convenienza L’idea nasce nel 1185, come “pranzo fuori” dei lavoratori giapponesi, per lo più dei viaggiatori. Erano scatoline di legno preparate minuziosamente dalle loro bellissime mogli (mi piace immaginare quanto belle potessero essere le donne giapponesi del 1100). Alla base del Bento, (inteso come arte di fare Bento) oltre alla disciplina nutrizionale c’è anche quella economica. Mangiare poco, bene, lentamente e spendendo poco. Modeste confezioni, materie prime più che economiche come riso e verdure, cotti rigorosamente a vapore, confezionati con foglie di bamboo. Non a caso sono ad oggi gli articoli che vanno più a ruba in quelli che oltreoceano si chiamano Convenience Store, i nostri Discount, dove si possono trovare le monoporzioni già preconfezionate a prezzi super abbordabili. Si, ma… Così non c’è gusto! Il Bento si fa, non si compra! Continua a leggere “Bento Box 弁当 – Dal Giappone, le monoporzioni “alla moda” per il pranzo fuori casa”

Brutti ma Boni

Sono loro… i biscottini della mia Città… Prato! Sono il brutto anatroccolo della nostra cucina tradizional!!!! No…. che dico…l’anatroccolo alla fine diventa bello… questi no… brutti sono e brutti rimangono :)… hanno le gobbe e sono bitorzuluti….ma son tanto bbbbbbbboni! Ovviamente ci sono mille interpetazioni della ricetta orginiale…. io faccio molto prima… mi affido alla ricetta della mamma così caschiamo sul sicuro. Mi scuso per questi fastidiosi puntini puntini puntini…ma è che ermmm…. si ho rovesciato qualche gocciolina (inainainainaaaaaa) di succo d’arancia sulla tastiera … che forse era un bicchiere intero… ed alcuni tastini non hanno esattamente gradito…tipo la virgola la cappa e il sette numero. Aiuto! 🙂 uso i puntini per dare quelsensosipunteggiaturaperriprendereunattiminofiato….

La MIA ricetta di questi brutti biscottini non prevede la precottura … è piuttosto rustica ma semplicissima e velocissima….

400gr di mandorle… io ho usato anche quelle tostate perchè avevo finito quelle normali 😛 e vi dirò…. forse non è stato un caso….

Tritatele fino alla morte!!!! Sbriciolatele rendondole una farina finissima…. tritate tritate e tritate ancora….. alla “tritatura” aggiungete  250gr di zucchero….e tritate pure quello!…siate più cattivi di Freddy Krueger!!!!

Adesso…. un pochino di burro….si dai!!! un pochino di burro ci vuole sempre (50gr ca) … 4 albumi non montati ma amalgamati direttamente con lo zucchero e le mandorle una bustina di vanillina.

Adesso arriva il bello…. la farina! Non vi darò una dose precisa… mettetene tanto quanto basta per rassodare un po’ l’impasto che però deve essere si quelli appiccicosi che si incollano alle mani che per lavartelo via devi stare a mollo per sei ore!!!

Poca… io avrò messo circa 70gr non di più……

Create delle palline irregolari … più brutti li fate più e buoni vengono 🙂 …. mi raccomandooooooooooo sulla teglia posizianateli moooooolto distanti l’uno dall’altra perchè altrimenti rischiate di fare una torta!!! Crescono moltissimo…. lasciate un bel po’ di spazio…e se alla peggio qualcuno si attacca all’altro sarà anche bello spezzarli… darà quel tocco di rustico in più! 🙂

Ora….per dirla tutta…ma proprio tutta tutta tutta…. i biscottini dovrebbero essere adagiati uno ad uno su di un ostia….. questo vorrebbe la tradizione! Io non ne avevo a disposizione…per chi ne avesse voglia sappiate che le ostie sono reperibili in farmacia con 1 Euro te  ne danno 1000!!!!! W le ostie! 😐

Forno 180° 25 min ca….. e mentre la vostra casa si riempirà dell’odore più inebriante che esista…. burro e mandorle cotte….che li terresti in forno tutto il giorno solo per quello…..  preaparate un bel vassoio….. e appena sfornati… spolverateli con lo zucchero a  velo! Brutti fuori…… BELLI DENTRO! 😛

 

 

 

NB: Il commento di Pisquy (appenasvegliodidomenicamattina) è stato…. ma sono duri!!! Essì! Notate bene che questi non sono i classici biscotti con pasta di mandorle… questi sono più BELLI! 🙂

 

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Pan con l’ Uva


Non voglio sentir parlare di schiacciata con l’uva…. bruuuutto anche solo il nome! 😐 Questo è e ha da essere il PAN CON L’UVA…. scusate se lo grido ma si…  qui a Prato in Toscana dove vivo e vegeto da sempre … si chiama così! Lo dimostra il semplice fatto che se al mio nonno gli dici nonno la vuoi un po’ di “schiacciata con l’Uva” ti risponde immediatamente e anche abbastanza alterato…. “Icchè la sarebbe la schiacchiata con l’uva??????” Il buon vecchio pan con l’uva … il suo dolce preferito (dopo il castagnaccio….) 85 anni suonati non gli bastano dal fermarsi a farne fuori una teglia da solo!

Quindi bando alle ciance …. come si chiama si chiama…. è un dolce favoloso che io faccio con l’impasto del dolce e non quello del pane (tengo  a precisarlo…). Il dolce autunnale per eccellenza… quell’autunno simpatico però.. quello in cui ancora c’è il sole e metterci la giacca ci fa fatica perchè se ne puo’ fare ancora a meno…. uva … che sarà bene comprarne un bel po’ tanto metà se ne va mentre la si spippola dai grappi (o almeno io ne faccio fuori più della metà…) zucchero senza ritegno…zucchero pioggia di zucchero e anice! L’inconfondibile sapore dell’anice… l’odore dell’anice! Non mi riporta solo con la mente a quando ero bambina… mi riporta direttamente su un altro pianeta con biglietto di sola andata….


Istruzioni per il consumo…. il Pan con l’Uva lo si mangia freddo… anche il giorno dopo elo si mangia verso le 5 di pomeriggio… comodamente sdraiati su un letto di foglie ormai cadute da un bellissimo e grandissimo albero  con l’ultimo solicino che ancora ci riscalda gli occhi … nel pieno silenzio di un interminabile tramonto!

 

Era la sua specialità… spero di averlo fatto almeno buono la metà di come lo faceva lei… sarebbe già tanto! ….

 

INGREDIENTI per una tegliona…. quella GROSSA DA FORNO! Praticamente ci sfamiamo tranquilli 10 nani affamati!

– 2 bicchieri di zucchero
– 2 bicchieri di latte
– 500gr di farina
– 2 bustine di lievito per dolci
– 1 Kg circa di uva nera
– semi di anice….. ABBONDATE PURE 🙂

PREPARAZIONE:

“Schiccate” tutta l’uva senza mangiarne mezza grazie….”  Passate le due ore (tempo necessarie per concludere l’opera ))…

Lavate i chicchi e sgocciolateli per bene. Nel frattempo sciogliete bene con le fruste lo zucchero nel latte. Aggiungete lentamente la farina con il lievito e l’anice. Aggiungete l’uva mescolando con un mestolo rigorosamente a mano.

Disponete l’impasto sulla teglia e prima di infornare cospargete con abbondante zucchero…abbondante sta per abbondante! Non abbiate paura!! 🙂

Forno statico a 180° per 50 minuti!

Servire FREDDA!

 

 

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