I Love Momiji

Darsie DotLoreli Love, BibiButtonAstrid…. No, non è la nuova formazione delle Spice Girls, ma molto di più!!! Sono le mie preferite, le prime in classifica della mia interminabile collezione di… Momiji! Le Momiji , si…..  ripetete lentamente insieme a me, MOOOO-MIIII-JI. Dopo la sessantesima volta che lo ripeti, lo impari! Giuro!
Le Momiji sono piccole bamboline giapponesi. Discendono dalle più conosciute Kokeshi, miniature scolpite nel legno, un must per le ragazzine Giapponesi già dal 1600. Riproposte qualche anno fa dal mercato asiatico con il nome di Momiji, con forme e colori piú accattivanti e look decisamente più attuale.Ognuna di loro ha un nome, una storia, forme e colori diversi, ma hanno tutte una cosa in comune……


Nascondo un SEGRETO!
Un segreto importante…. Quello piú prezioso e importante che ci possa essere! Il segreto tra due amiche del cuore!
Ogni bambolina ha alla base un piccolo foro con dentro un bigliettino bianco. Noi abbiamo What’s Up, loro le Momiji, il mezzo preferito delle giapponesine del ‘1.600 per scambiarsi messaggi segreti lontani dagli occhi indiscreti di chi mai avrebbe attribuito un tale uso ad un “giocattolino”!
Le colleziono da due anni, da quando una coppia di amici me ne portò una di ritorno da un viaggio in Giappone. Adesso ne ho tante, circa 60, ma non sono nemmeno la metà della collezione cpmpleta. I miei amici ormai non perdono occasione per regalarmene una, ognuna, rigorosamente con il suo bigliettino. Non ci scambiamo messaggi segreti, siamo grandi ormai, ma dediche, e pensieri profondi, magari intimi, che si raccontano piú volentieri sapendo che saranno per sempre protetti e al sicuro in questo piccolo simpatico scrigno.

Le Momiji non sono facili da reperire. Non si trovano nei negozi, si comprano solo ed esclusivamente OnLine dal sito ufficiale LoveMomiji, da eBay oppure dall’unico sito italiano autorizzato alla rivendita, Atom Plastic. Ci sono poi siti di veri e propri scambi di bamboline stile “celo noncelo” come facevamo noi con le nostre figurine Panini. Per non parlare poi dei gadget, tazze, borse, portafogli, e chi più ne ha più ne metta, e, cosa ancora più bella, le loro confezioni. Delle forme più disparate, colori, disegni bellissimi, meritano anche queste un ampio spazio nella bacheca! Santo Cielo quanto sono belle!!!!!!! Quella di Natale ha pure la sua palla per l’albero…. ahhhhhhh!!!!  Queste sono le cose che mi fanno sciogliere 🙂

Queste che vedete qui sotto sono le ultime uscite… PUFF! Manco fa in tempo ad arrivarti l’avviso che sono già sold out! Sarà caccia grossa anche per loro!!!

Poi ci sono le edizioni speciali, quelle rare, dipinte a mano e numerate, per le quali la sottoscritta in più di un’occasione è riuscita a far follie pur di averle come per la Spookie Halloween Edition… Alcune aste superano i 150 Euro per i pezzi più rari. In genere hanno comunque un prezzo piú che abbordabile. La media si aggira dagli 11 ai 16 Euro per bambolina. (A questo prezzo dovrete aggiungere poi le spese di spedizione) Continua a leggere “I Love Momiji”

L’ Olio Novo

Ieri sera vado a letto già pensando alla mattina quando mi dovrò svegliare con il freddo, il cielo grigio, le nuvole, per non parlare della pioggia!… pessima nottata!

Mi sveglio… e??? Sembra di essere a Malibù!!!!!!!! Ma come????? Sole splendente, cielo pulito e cinguettìo di uccellini…. cavolo è il 7 Novembre…. patto col diavolo dove sei?!??!!? Vieni fuori!?!?

Non c’è cosa che più mi riempie il cuore di svegliarmi con uno scenario simile… una volta tanto, una bella sorpresa appena svegli!

Da brava massaia quale sono (!?!?!?!?!), rigorosamente struccata e in tuta sennòchemassaiasarei…. Mi dirigo, a piedi, verso le botteghe locali… vado a prendere il pane dal fornaio, un caffè al bar.. anzi prima un caffè al bar poi dal fornaio… (per ovvi motivi)… latte all’alimentari con il mio iPod ben piantato nelle orecchie a tutto volume….. quando sento (nonostante il… a tutto volume)… una gentil figura appropinquarsi alle mie spalle… con altrettanto gentil vocina….”Jessicaaaaaaa”

….e chi poteva essere se non lui! Quel gran scas$&$/£(“&$ del NONNO  che porta a spasso Birillo, e che guarda caso mi becca sempre nei miei momenti meditativi e di relax…………………..Secondo me mi segue! Si, sono arrivata alla straconvinzione che secondo me me lo fa apposta…mi pedina e deve trovare sempre il modo di incastrarmi la mattina con qualcuna delle sue assurde richieste…..

Il nonno ha 85 anni, ed è il tipico contadino toscanaccio che si vede nei film del Pieraccioni… barcolla ma non molla… no, non molla mai!  Adorabile, il miglior nonno del mondo… ma se comicia a chiacchierare, non smette più… e se ti chiede qualcosa e lo accontenti….fa come i bambini, te ne chiede a ruota un’altra, poi un’altra e poi un’altra…. Insomma la richiesta n. 128 della settimana è stata: MI PORTI A PRENDERE L’OLIO NOVO?!  Cioè, tipo che oggi son 25 gradi, anche i topini ballano per strada e dovrei andare non so in quale negozio di agraria a cercare l’olio nuovo??? Ma non ci penso proprio….

Ho cominciato a cercare scuse a random… le peggiori, del tipo … macchèèè nonno, non è ancora il tempo per l’olio nuovo è presto…. (ma se siamo a metà Novembre…. ^____^), devo andare alle poste a pagare le bollette chissà che fila ci sarà (non importa aspetto….^____^) Birillo, ha fame…devo dargli da mangiare (mangierà dopo…..^____^) Aspetto un pacco dal corriere, se citofona non mi trova…. (metti un bigliettino “torno subito”^____^)… nonno non sto bene sto per morire (mori domani!!!!!^____^ ) vabbè,  risultato: NONNO 80 Jessica 0 …. come sempre del resto!

Tutti, Birillo e i cuccioli al seguito, a comprare l’olio nuovo! Ho cominciato a elencare al nonno una serie di negozi o supermercati che di solito ti rifilano quei boccioni da 20 litri che ogni volta devi travasare e puntualmente te ne rovesci mezzo addosso..quando il nonno ha la migliore delle idee…… l’agriturismo vicino casa nostra!

Insomma quello che è iniziato come un tormento mattutino da non poco, si è trasformato in una giornata stupenda e memorabile….

Ho la stragrande fortuna di abitare a 200mt da questo splendido borgo medievale in collina, (che potete vedere qui sotto nello slide) circondato da splendidi campi e uliveti, e come sempre succede, non ci vado quasi mai….

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Già dal parcheggio sotto la Rocca si sentivano i rumori del frantoio… misto al canto degli uccellini e alle voci lontani degli operai… Siamo arrivati davanti a questo portone e piano piano siamo riusciti a entrare proprio all’interno…..  L’impressione è che questo luogo NON sia aperto al pubblico… ci proviamo comunque…. Ci sono 4 ragazzi indaffarati a scaricare casse di olive da un furgone al…al come si chiama…non lo so, il trita olive…. Mi salutano… sembrano tutti felici… felicemente indaffarati nel loro lavoro… percepisco la loro passione, sembra che non abbiano aspettato altro che questo momento durante tutto l’anno. L’olio migliore del mondo ce l’abbiamo noi italiani, si sa, e specialmente qui in Toscana la raccolta delle olive è un un vero e proprio rito, non chè un gran business (ma oggi non voglio pensare a quel lato), nonchè un momento attesissimo da contadini e non, che hanno la passione dell’olio… niente di diverso da chi ce l’ha per il vino!

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Bento Box 弁当 – Dal Giappone, le monoporzioni “alla moda” per il pranzo fuori casa

Se pensavate che l’ ”Happy Meal” fosse l’ultimo grido del take away per far felici i vostri bambini, con del cibo che si accontenterebbe chiunque, ma dai valori nutrizionali piuttosto erm… discutibili…  Mamme, dovrete cambiare idea! Arrivano dal Giappone, sono belle, colorate, simpatiche, profumate e chipiùnehaepiùnemetta, ma soprattutto fanno bene ai vostri bimbi, e perché no, anche a voi.

Le Bento Box, letteralmente “scatoline convenienti”, sono una vera e propria disciplina nipponica, dilagata dapprima in Asia,  per poi approdare, anche se lentamente, a fatica, nello zainetto di qualche bambino Europeo.

Bento = Convenienza L’idea nasce nel 1185, come “pranzo fuori” dei lavoratori giapponesi, per lo più dei viaggiatori. Erano scatoline di legno preparate minuziosamente dalle loro bellissime mogli (mi piace immaginare quanto belle potessero essere le donne giapponesi del 1100). Alla base del Bento, (inteso come arte di fare Bento) oltre alla disciplina nutrizionale c’è anche quella economica. Mangiare poco, bene, lentamente e spendendo poco. Modeste confezioni, materie prime più che economiche come riso e verdure, cotti rigorosamente a vapore, confezionati con foglie di bamboo. Non a caso sono ad oggi gli articoli che vanno più a ruba in quelli che oltreoceano si chiamano Convenience Store, i nostri Discount, dove si possono trovare le monoporzioni già preconfezionate a prezzi super abbordabili. Si, ma… Così non c’è gusto! Il Bento si fa, non si compra! Continua a leggere “Bento Box 弁当 – Dal Giappone, le monoporzioni “alla moda” per il pranzo fuori casa”

Vellutata di Zucca… con Sorpresa!

Halloween si avvicina  e continuano i preparativi per la mia cena tra mostri!

Oggi ho preparato la supersquisita vellutata di Zucca!

Quindi… 400gr …cipolla bianca  tre carote .. una pat…. pat…pata…

No scusate ma mi era sembrato di vedere un’ombra qui in cucina vicino alla mia vellutata….. mah…

Dicevo quindi…. una patata e una mela… mi raccomando di tagliare tutto a cubetti in modo da… in modo… da… da…

Ma…..

Oggi mi sento strana… avrò bevuto troppo vino insieme alla zuppa… mi sembra di sentir muovere qualcosa…ma qui sono da sola e non c’è niente…

Andiamo avanti con la ricetta… niente più interruzioni! Quindi…ricapitolando…zucca, patata, mela  e carote. Ricordatevi sempre di preparare del buon rodo vegetale con il quale sfumerete la cottura della…d-d-d-e-l-l-a zu-zu-zuuuu-cc-a–a– ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

AIUTOOOOOOOOOOOOOOO! Noooooo non posso crederciiii allora non avevo le allucinazioni…..  c’era davvero qualcosa…

Oh mio dio è Leeeeiiiiii

LA PIOVRA MADA!!!! Aiutoooooooooooooooooo

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Vellutata di Zucca

E’ con gran piacere che vi presento uno dei miei piatti preferiti in assoluto…. Ottobre…Autunno…. Vellutata di Zucca! L’ho cucinata oggi per la prima volta dallo scorso anno…

Giornata ideale!…. Fuori piove,  c’è nebbia, fa freddo, ma sopratutto c’è una cosa che per me è un po’ magica. L’ aspetto ogni anno e non vedo l’ora che arrivi quel momento…. l’odore dei camini accesi! Tutti sanno che sono “maniaca” degli odori e che, qualcuno in particolare fa profondamente parte di me e della mia vita…. ecco, questo è il numero 1 della lista ! Non c’è cosa che fa più CASA di questo odore …  del silenzio fuori che lo accompagna, del freddo e della nebbia che si unisce al fumo dei camini… Ahhhhhh… quasi quasi comincio a pensare a Natale… no vabbè dai… mi fermo! 🙂

Non potevo non pensare a “lei” per questo pranzo domenicale un po’ freddino dove quasi quasi accendo il riscaldamento… perchè NO, io il camino NON CE L’HO!!!!….ma no dai… facciamoci una bella vellutata e riscaldiamoci con quella!
Zucca…. ne ho la casa piena! Si avvicina Halloween … Da buona strega devo creare un po’ di atmosfera no? In realtà mi sto preparando all’evento da Agosto… ecco si..come sempre corro troppo con la fantasia… 🙂

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Scherzetto o Ovetto?

Procedono le prove generali per la cena di Halloween che prevedo finirà per essere più un film horror che una cena…. Comuqnue… oggi prova con le uova! In ordine di apparizione… MOSTROVETTO!

Un piccolo cucciolo d’uovo che vagava in giro per la cucina tra uno scaffale e l’altro e che improvvisamente è finito negli stretti ingranaggi dello spremiagrumi facendo la peggiore delle fini che un ovetto possa fare…… CRACK!!!!

Poi abbiamo GHOSTOVINO l’ovetto Fantasma…

Lui vagherà per la casa sbattendo catene muovendo tende e tirando i piedi a me a Pisquy (no forse quelli di Pisquy no….. :)) … MA solo fino al 31/10 alle ore 22.00 …. si perchè dopo sarà ospite d’onore ad una cena di Halloween molto VIP e allora ci lascerà liberi! Alè!

Dopodichè abbiamo uno SCREAM-OVETTO

…impaurito a morte da un presenza inquietante…. Ciupy.!! Il gatto della strega!

Ciupy deriva da Ciupino che deriva da verbo ciupare che nel boschetto della mia fantasia significa ciucciare…. infatti lui CIUCCIA! Ciuccia tutto quello che trova… non lo mangia eh… lo ciuccia! Infatti secondo voi che fine hanno fatto gli scarti degli ovetti che mi sono serviti come decorazioni? Ciupati!

Anche lui, da buon fedele gattaccio rosso della strega cattiva (anche se in realtà sembra birba di garagamella maquellaèunaltrastoria), sente molto l’atmosfera Halloweeniana… sarà per questo che in questi giorni non mi si stacca di dosso e ogni “avanzetto” è suo! Ecco perchè a  Screamovetto glie è preso un colpo  quando se lo è visto zompare addosso! Tagliate un oliva nera a fettine piccine piccine per occhi e bocca.. e procuratevi un gattaccio affamato…senza il quale ovviamente, il risultato non sarebbe lo stesso! 😀

E poi lui! Il RE degli ovetti halloweeniani! Anizi il Conte! Il CONTEDRA-CULOVETTO (erm..no..non è una parolaccia qui siamo in babyFood eh!!!!)

Concentrato di pomodoro in tubetto per gli occhi e chiodi di garofano per la bocca! E tadààà ecco il Draculovetto pronto a svolazzare in cerca di anime pure! (Questo fa paura davvero :|)

Insomma…tanto perchè alla fine un discorso di senso compiuto prima o poi in questo posto lo dovrò fare adesso vi racconto la ricetta delle uova ripiene della mia amica Nadia che di solito per una cena per dieci persone ne fa 60….e NON bastano mai!

Questi ovetti faranno da decorazione al vassoio di uova ripiene che servirò sicuramente come antipasto e più precisamente:

Bollite le uova…. mi spiace da morire non ricordare il nome di un blogger che mi disse che il tempo esatto per ottenere l’uovo sodo perfetto è di 6 minuti e 21 secondi! AVEVA RAGIONE! Chiunque tu sia…. semmai tu passassi di quà…grazie!!!!!

Una volta bollite le uova…. raffreddatele sotto l’acqua fredda – non buttate via l’acqua in cui avete bollito le uova una volta raffreddata sarà un ottimo fertilizzante per le piante …  funziona! il mio gelsomino vive di solo acqua di uova –  questo non c’entrava un cavolo ma è un consiglino che fa fine e non impegna!

Sbucciate le uova sotto acqua fredda corrente… o almeno io faccio sempre così! Con la perfetta bollitura a 6min e 21 sec il guscio verrà via quasi da sè. Dividete l’uovo in due verticalmente e riponete tutti i tuorli in una ciotolina che vi sarete precedentemente procurati (cavolo sembro quasi professional) 😛

Siete pronti per quella che Pisquy chiamerebbe “‘na schifezza”??? Oh Yes… Maionese! Abbondare grazie! Amalgamate i tuorli con maionese, tonno, erba cipollina, pepe, sale, succo di mezzo spicchio di aglio, un filo d’olio e peperoncino macinato a piacimento. Fate una bella pappina densa ma non troppo! Con un cucchiaio riempite le cavità della metà dell’uovo…. Mi raccomando di ripulire bene il “bianco” dai residui di tuorlo e da varie e eventuali macchie… deve essere bianco limpido e il ripieno deve risaltare! Ma lo sapevate già…chevvelodicoaffà!!!! 😛

Per le dosi calcolate circa 6 uova a testa! FORSE basteranno 🙂 …. scherzi a parte cercate di farne sempre qualcuno un più perché sono veramente peggio delle ciliegie…

Dolcetto??? NO! Scherzetto!!

Dolcetto o scherzetto? Un altro dolcetto…. No grazie! In questa cucina orbitano dalla mattina alla sera ciambelline, biscotti, muffin e cupcake come se niente fosse, almeno e dico… ALMENO per la MIA festa, mi concedo un vizietto… anzi forse più uno scherzetto 😛

Nel caso in cui… vi venisse la voglia di organizzare una bella cena tra amici mascherati da mummie, vampiri, streghe, fantasminiequantaltro per la notte più bella di tutto l’anno (essì concedetemelo..è la MIA festa (aridaje)) … un bello scherzetto potrebbe essere proprio quello di deliziare i vostri ospiti con, all’apparenza, dei simpatici e innocenti Muffin che….in realtà…. LI UCCIDERANNO!… Booo Boooo …. sono arrivate le STREGHE!!!!

Vi ho detto che Pisquy è calabrese? E che da ogni suo viaggio in terramadre mi riporta sempre decine di tipi di peperoncini diversi? Peperoncino Calabrese! Ecco lo scherzetto… provare per credere! 😐 Continua a leggere “Dolcetto??? NO! Scherzetto!!”

Pan con l’ Uva


Non voglio sentir parlare di schiacciata con l’uva…. bruuuutto anche solo il nome! 😐 Questo è e ha da essere il PAN CON L’UVA…. scusate se lo grido ma si…  qui a Prato in Toscana dove vivo e vegeto da sempre … si chiama così! Lo dimostra il semplice fatto che se al mio nonno gli dici nonno la vuoi un po’ di “schiacciata con l’Uva” ti risponde immediatamente e anche abbastanza alterato…. “Icchè la sarebbe la schiacchiata con l’uva??????” Il buon vecchio pan con l’uva … il suo dolce preferito (dopo il castagnaccio….) 85 anni suonati non gli bastano dal fermarsi a farne fuori una teglia da solo!

Quindi bando alle ciance …. come si chiama si chiama…. è un dolce favoloso che io faccio con l’impasto del dolce e non quello del pane (tengo  a precisarlo…). Il dolce autunnale per eccellenza… quell’autunno simpatico però.. quello in cui ancora c’è il sole e metterci la giacca ci fa fatica perchè se ne puo’ fare ancora a meno…. uva … che sarà bene comprarne un bel po’ tanto metà se ne va mentre la si spippola dai grappi (o almeno io ne faccio fuori più della metà…) zucchero senza ritegno…zucchero pioggia di zucchero e anice! L’inconfondibile sapore dell’anice… l’odore dell’anice! Non mi riporta solo con la mente a quando ero bambina… mi riporta direttamente su un altro pianeta con biglietto di sola andata….


Istruzioni per il consumo…. il Pan con l’Uva lo si mangia freddo… anche il giorno dopo elo si mangia verso le 5 di pomeriggio… comodamente sdraiati su un letto di foglie ormai cadute da un bellissimo e grandissimo albero  con l’ultimo solicino che ancora ci riscalda gli occhi … nel pieno silenzio di un interminabile tramonto!

 

Era la sua specialità… spero di averlo fatto almeno buono la metà di come lo faceva lei… sarebbe già tanto! ….

 

INGREDIENTI per una tegliona…. quella GROSSA DA FORNO! Praticamente ci sfamiamo tranquilli 10 nani affamati!

– 2 bicchieri di zucchero
– 2 bicchieri di latte
– 500gr di farina
– 2 bustine di lievito per dolci
– 1 Kg circa di uva nera
– semi di anice….. ABBONDATE PURE 🙂

PREPARAZIONE:

“Schiccate” tutta l’uva senza mangiarne mezza grazie….”  Passate le due ore (tempo necessarie per concludere l’opera ))…

Lavate i chicchi e sgocciolateli per bene. Nel frattempo sciogliete bene con le fruste lo zucchero nel latte. Aggiungete lentamente la farina con il lievito e l’anice. Aggiungete l’uva mescolando con un mestolo rigorosamente a mano.

Disponete l’impasto sulla teglia e prima di infornare cospargete con abbondante zucchero…abbondante sta per abbondante! Non abbiate paura!! 🙂

Forno statico a 180° per 50 minuti!

Servire FREDDA!

 

 

Il Pollo KFC delle CooKing Girls

Vi presento le CooKing Girls! Non c’è niente di più bello del barattare ricettine con altre foodblogger! Queste ragazze hanno avuto un’idea a mio parere carinissima…. quello di raccogliere ricette di appassionate blogger e crearne una specie di magazine on line.
Oggi ci propongono un piatto che oltre che nel cuore ho spesso nella pancia 😛 Il pollo fritto…. ma non un comune pollo fritto… il mitico KFC!
Quindi..ricapitolando… care Cooing Girls… in ordine…. fate un salto su http://cookin-girls.blogspot.it/p/secondi.html  dopodichè provate questa magnifica ricettina…. e infine… ABBUFFATEVI allegramente e senza sensi di colpa!!!  Massssssì ogni tanto un bel frittino al fegato gli fa anche bene…. 🙂

Kentucky Fried Chicken

Il Pollo KFC del  famosissimo fast food a base di pollo del simpatico colonnello con i capelli e baffi bianchi è presente in tutto il mondo, ma la vera ricetta è ovviamente top secret.
Noi abbiamo provato a rivisitarla e vi assicuriamo che è venuta davvero bene…è da provare, credeteci! 😉
Ingredienti
farina qb
acqua qb
2 uova
8 cosce di pollo
pepe, sale, paprika dolce
olio di semi
cereali corn flakes

In una ciotolona mettete le uova, il sale, il pepe, un po’ di paprika dolce ed infine la farina e l’acqua impastando tutto con cura in modo da creare una specie di pastella senza grumini ma che non sia neanche troppo liquida. Le dosi dell’acqua e della farina le dovrete fare a occhio, in modo che la consistenza della pastella sia una via di mezzo tra liquida e densa.

Prendete le cosce di pollo (io le ho private di osso così si sono cotte prima) e immergetele due volte nella pastella e poi nei corn flakes che avrete precedentemente schiacciato con le mani. Infine immergetele in una pentola dove avrete portato a bollore l’olio di semi (mettetene tanto perché più il pollo sarà coperto e più il fritto sarà leggero) ed iniziate a friggere. A cottura ultimata (se non siete certe che il pollo sia cotto potrete taglierne un pezzettino) fate asciugare su carta assorbente.
Il vostro home made KFC sarà croccantissimo e moooooolto simile a quello del simpatico colonnello.
I recapiti di CookinGirls sono:
Il blog (http://cookin-girls.blogspot.it/), Twitter (https://twitter.com/Cookin_Girls), la pagina Facebook (http://www.facebook.com/pages/CookinGirls/377694075630442) ed infine Pinterest (http://pinterest.com/cookingirls/

Kentucky Fried Chicken…. qualche cenno storico da WiKipedia

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
 La ricetta della sua specialità, il pollo fritto, è tenuta segreta sin dalla sua creazione. Dovrebbe essere costituita da 11 erbe e aromi. La sola cosa che viene indicata dal creatore della catena e della ricetta è l’aver utilizzato “una pala per scavare un tunnel nella farina ed avere precedentemente mescolato le erbe e gli aromi”. Venne acquistata negli anni settanta dalla Pepsi Cola e attualmente fa parte del gruppo Yum! come anche Pizza Hut.

KFC, acronimo di Kentucky Fried Chicken (in italiano: Pollo Fritto del Kentucky) è una catena statunitense di fast food.

Nato e cresciuto subito fuori Henryville, in Indiana, il 9 settembre del 1890, Harland Sanders intraprese in gioventù diverse professioni: manovale in una fattoria, autista di tram, soldato dell’esercito a Cuba, aiutante di fabbro ferraio, assicuratore, e operatore di stazione di servizio per la Standard Oil.diffusione a livello mondiale di KFC

Nel mezzo della Grande depressione, nel 1930, aprì il suo primo ristorante in una stazione di rifornimento benzina a Corbin, in Kentucky. Sanders era benzinaio, capo cuoco e cassiere e chiamò la zona pranzo “Sanders Court & Café”. Questa ebbe un successo tale che nel 1936 il Governatore del Kentucky Ruby Laffoon concesse a Sanders il titolo di Colonnello del Kentucky come riconoscimento del suo contributo alla cucina dello Stato. L’anno seguente The Sanders Court & Café ampliò il ristorante fino a 142 posti a sedere e aggiunse un motel sulla strada. Nel 1939 la Sanders Court & Café appare per la prima volta nella rivista di cucina “Adventures in Good Eating” di Duncan Hines. Quell’anno un incendio distrusse la Sanders Court & Café, che fu immediatamente ricostruita e riaperta.

La prima ricetta di pollo fritto prevedeva una cottura di trenta minuti in una casseruola di ferro, operazione troppo lunga per un fast food. In seguito Sanders modificò il processo di cottura per il suo pollo utilizzando una frittura a pressione, riducendo sensibilmente il tempo di cottura. Nel 1940 Sanders elaborò quella che è conosciuta come la sua ricetta originale (il manoscritto originale è conservato presso la sede della KFC a Louisville, in Kentucky e sorvegliata strettamente). Nel 1949 Sanders sposò Claudia Price.

La Sanders Court & Café generalmente serviva viaggiatori, spesso quelli diretti in Florida, così quando negli anni Cinquanta fu progettata la strada che sarebbe diventata la Interstate 75 aggirando Corbin, Sanders vendette le sue proprietà. Il giorno stesso ricevette il suo primo assegno di indennità di disoccupazione di $105. Dopo aver pagato i suoi debiti era virtualmente in bancarotta. Nel 1952 cominciò a viaggiare città per città lungo gli Stati Uniti a vendere il suo pollo ai proprietari di ristoranti. Il primo a stipulare un contratto franchise con il Colonnello fu nel 1952 Pete Barman a Salt Lake City, in Utah.

Il contratto prevedeva il pagamento di un nichelino (5 cents) a Sanders per ogni pollo venduto. Nel 1964 il Kentucky Fried Chicken era già stato venduto in oltre 600 punti di vendita franchising sia negli Stati Uniti sia in Canada, e nel primo ristorante oltremare in Inghilterra. Quell’anno Sanders vendette tutti i suoi interessi nella compagnia per 2 milioni di dollari a un gruppo di investitori capitanati da John Y. Brown Jr., futuro governatore del Kentucky. Il Colonnello rimase uno dei frontman della compagnia. Nel 1966 la Kentucky Fried Chicken Corporation diventò una public company e tre anni dopo fu inserita nelle liste della New York Stock Exchange. Più di 3500 franchise e ristoranti di proprietà fanno parte di un’operazione globale quando Heublein Inc. acquista la KFC Corporation nel 1971. Il 16 dicembre 1980 il Colonnello Harland Sanders muore di leucemia.

Nel 1982 la Kentucky Fried Chicken divenne una sussidiaria della R.J. Reynolds Industries, Inc. (ora RJR Nabisco, Inc.) quando la Heublein, Inc. fu acquisita da Reynolds. Nel 1986 la PepsiCo, Inc. acquista KFC dalla RJR Nabisco, Inc. Nel 1997 la PepsiCo, Inc. annuncia lo spin-off dei suoi ristoranti fast-food – KFC, Taco Bell and Pizza Hut – nella Tricon Global Restaurants, Inc., la più grande compagnia di ristoranti a livello mondiale, che nel 2002 cambia nome in YUM! Brands, Inc (comprendente i ristoranti KFC, A&W All-American Food Restaurants, Long John Silvers, Pizza Hut e Taco Bell).

Oggi la catena KFC è diffusa in più di 80 paesi al mondo, in circa 13.000 ristoranti. Ogni giorno circa 8 milioni di persone mangiano in uno di questi ristoranti. In Svizzera non sono presenti ristoranti della catena. In Italia vi sono soltanto due ristoranti KFC ma sono all’interno di due basi militari; per la precisione uno nella Naval Air Station Sigonella in Sicilia, e l’altro presso il US Navy Support Site di Gricignano in Campania e sono accessibili solo ai militari e agli addetti ai lavori.

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